Login  Register  Sunday, November 23, 2014  
 
Pittura ad olio
 

Jan Van Eyck, il famoso pittore fiammingo, è stato definito l’inventore della pittura ad olio, e per quanto gli storici possano discutere sull’esattezza di questa attribuzione, perché l’olio era stato utilizzato come medium del pigmento già molti anni prima, le sue scoperte e le sue tecniche stabilirono le basi di quest’arte.

Secondo il Vasari, intorno al 1420, constatando che la tempera a uovo di un suo dipinto asciugando al sole si era screpolata, Van Eyck iniziò degli esperimenti per ottenere un colore che potesse essiccare all’ombra. Trovò una formula consistente in poca vernice bianca di Bruges, una specie di trementina, mescolata con olio di semi di lino e noci. Dapprima utilizzò questa miscela come medium per la tempera, nella quale i pigmenti erano mescolati con tuorlo d’uovo; in seguito prese a mescolare i pigmenti direttamente con l’emulsione d’olio. La pittura essiccava in maniera soddisfacente all’ombra, non solo, ma il pittore scoprì di poter applicare i colori in strati trasparenti o velature, che conferivano luminosità interna ai suoi dipinti. Scoprì anche che poteva correggere le sfumature ed i colori senza intaccare la loro vivacità.

Dipingere con i colori ad olio può risultare inizialmente difficile ma, con costanza e pratica, è possibile ottenere ottimi risultati. Non a caso tale tecnica viene definita la “regina” delle tecniche pittoriche.

I colori ad olio sono fondamentalmente costituiti da sostanze coloranti, i pigmenti, mescolate con leganti come l’olio di lino e di papavero che, ossidandosi all’aria, formano una pellicola solida nella quale le particelle di colore rimangono uniformemente distribuite. Esponendo il dipinto alla luce solare fino a completa essiccazione (tenendo il dipinto al buio durante l'essiccazione, si rischia che la superficie ingiallisca) e riponendolo in modo da ricevere luce indiretta, il processo di ossidazione dell’olio determina la formazione di gas che si fanno strada attraverso la pellicola colorata rendendola porosa e favorendo la penetrazione dell’ossigeno: il processo continua fino a che il colore non solidifica completamente. Alla fine il pigmento si è trasformato in una solidissima resina, che mantiene le definitive doti di luminosità e purezza degli olii.
I colori a olio adoperati dai pittori sono racchiusi in tubetti di stagno con tappo a vite; sui tubetti sono indicate con simboli le caratteristiche dei pigmenti: il grado di trasparenza (coprente, semi coprente, semi-trasparente e trasparente), la nocività e la resistenza alla luce. Per impratichirsi nell'uso di questi colori consigliamo, soprattutto nelle prime fasi, di usare non più di dieci o dodici colori più un tubetto di bianco (in gran quantità, perché si usa più di ogni altro colore, dato che serve anche per schiarire tonalità troppo scure) e il nero. Non devono a ogni modo mai mancare i colori primari: il giallo, il blu cyan e il rosso magenta.

 Cosa serve per iniziare

Partiamo parlando dei colori, come già accennato inizialmente non servono tantissimi colori per iniziare, sono più che sufficienti una decina compresi i colori primari più bianco e nero.

Questi colori potrebbero essere: bianco titanio, giallo primario, giallo ocra, arancio cadmio, rosso cadmio scuro, rosso magenta, terra di Siena bruciata, verde veronese, verde smeraldo, blu cobalto, blu cyan, nero d'avorio.

                                 

 Se invece volete provare più tonalità di colori non avrete che l'imbarazzo della scelta: potrete acquistarne altri oppure potete benissimo crearli da soli grazie alle mescolanze. Attenti però, mescolando troppi colori assieme si rischia di renderli torbidi e opachi!

I pennelli consigliati per la pittura ad olio possono essere di tutti i tipi, sia sintetici che di pelo animale, sia tondi che piatti, dipende solo dal tipo di dipinto che dovete fare. La tavolozza consigliata è sicuramente quella in legno. Non fate poi mancare stracci e piccoli recipienti o vaschette per i diluenti, come gli appositi ed utilissimi scodellini in metallo con tappo a vite e le spatole per mescolare i colori. La superficie ideale per la pittura ad olio è sicuramente la tela, in alternativa, potete dipingere anche su legno o cartone telato. Altri prodotti indispensabili sono: il diluente, l’olio, il medium, l'essiccante e la vernice finale.

Come dipingere

Prima di iniziare a dipingere è bene ricordarsi che i colori ad olio non si possono lavare, per cui vi conviene indossare un camice onde evitare brutte macchie, se lavorate in casa fate attenzione a non macchiare la vostra postazione, nell'eventualità potete coprire con carta di giornale quelle superfici che sono a rischio.

 

Scegliete il posto dove dipingere con cura, sia su cavalletto o su una superficie piana, questo deve essere ben illuminato.

Preparate in anticipo tutta l'attrezzatura che vi servirà e sistematela in modo da poterla utilizzare senza difficoltà, potete anche sistemare tutti i colori che pensate di usare sulla tavolozza (non preoccupatevi, i colori ad olio seccano molto lentamente e prima che si induriscano sulla tavolozza è necessaria una giornata); abituatevi a collocare i colori sempre nelle stesse posizioni, potete disporli secondo un ordine preciso, ad esempio: i colori chiari da un lato e quelli scuri dall'altro, lasciate la parte centrale della tavolozza per le mescolanze. In commercio esistono gli scodellini che si possono agganciare alla tavolozza, questi sono molto utili per contenere i diluenti. Se dovete mescolare grosse quantità di colore utilizzate una spatola, così eviterete di sporcare (e rovinare) i pennelli.

Preparato tutto ciò che vi serve potete passare al disegno o schizzo del vostro soggetto sulla tela. Anche se avete bene a mente cosa volete dipingere uno schizzo vi aiuterà in maniera incredibile, per cui vale la pena di perdere un po' di tempo in questa operazione.

 

 

 

 

Come preparare una quadrettatura:

  

 

Come preparare lo schizzo:

  

Potete fare lo schizzo in diversi modi, direttamente con un pennello bagnato con una miscela di essenza di petrolio e colore (possibilmente un bruno), oppure potete creare il disegno di base con uno spolvero. Lo spolvero consiste nel realizzare il disegno su un foglio (carta da pacco andrà benissimo) della grandezza del dipinto con un carboncino pressato  e bucherellare con un chiodo tutti i contorni del disegno. Fatto questo si posiziona il foglio sopra la superficie da dipingere e si “spolverano” i buchi con del pigmento in polvere di colore bruno (oppure eventualmente pestando un carboncino fino a ridurlo in polvere), questa tecnica però si usa di solito per grandi superfici. A questo punto siete pronti per iniziare a dipingere, il colore può essere applicato in tanti modi, con piccole pennellate incisive in modo da dare vivacità al dipinto oppure applicando il colore su grandi superfici in modo continuo.

Potete anche applicare il colore con una spatola per ottenere degli effetti “a rilievo”.
Se si fa un errore si può asportare via la pittura con la spatola, pulire con uno straccio e trementina e poi ridipingere la zona. Non bisogna dimenticare di rispettare sempre la regola del “grasso su magro”: se si vuole dipingere a strati sovrapposti, lo strato inferiore deve essere meno ricco di medium mentre gli strati superiori saranno più ricchi per rendere più omogeneo l'insieme. È preferibile iniziare il lavoro con colore molto diluito con essenza di petrolio o di trementina per ripassare, in seguito, con strati più spessi e concentrati.

Come preparare un impasto:

Dipingere con i colori ad olio significa, però, fare larghe uso di velature:

                                  

L'uso di colori acrilici e vinilici come base può essere preso in considerazione visto che il colore ad olio vi aderisce bene, ma il contrario non è possibile poiché trasgredirebbe tale regola.

La pittura ad olio impiega molto tempo ad asciugare: la maniera migliore di fare essiccare il colore è la luce del sole, così i colori non ingialliranno. Per accelerare i tempi di essiccazione potete usare gli appositi oli essiccanti.

 Come pulire e conservare

A lavoro ultimato è necessario togliere il colore dalla tavolozza con una spatola e carta da giornale; successivamente si strofina con uno straccio imbevuto di essenza di trementina oppure solvente inodore Sansodor. Se la tavolozza è di legno una volta finita questa operazione si deve strofinare con un po' di olio di lino. I pennelli invece vanno lavati con diluente oppure solvente inodore Sansodor, stando attenti a togliere tutti i residui di colore. Quando il colore sarà tolto del tutto si devono passare con acqua e sapone vegetale specifico per la pulizia dei pennelli, come il sapone DaVinci. Dopo averli sciacquati e asciugati si deve dar loro la forma originale con le dita. Se malauguratamente il colore dovesse asciugarsi sul pennello non ci sarebbe più niente da fare e dovreste buttarlo via. Come per gli altri tipi di colore è bene conservare i tubetti ben chiusi lontano da fonti di calore, la stessa cosa vale per i dipinti. Se volete essere sicuri che i vostri quadri rimangano inalterati negli anni potete passarci sopra della vernice trasparente (liquida o spray), quando il colore risulterà completamente essiccato, circa 6 mesi.

 

 

   
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